
Alla scoperta della straordinaria figura di Ella Adaïewsky, instancabile viaggiatrice della musica attraverso la sua audace visione della musica di ogni luogo e tempo.
Cristina Del Tin soprano
Andrea Rucli pianoforte
Musiche di Ella von Schulz Adaïewsky
Ella Adaïewsky (1846-1946), donna straordinaria, raffinata pianista e compositrice, musicologa e pioniera della moderna etnomusicologia, è stata a lungo dimenticata, se non volutamente ignorata. Frammentarie notizie, pubblicazioni di difficile accesso, sul cui oblio ha fortemente pesato il pregiudizio maschilista verso la qualità della ricerca al femminile, hanno ridotto per decenni la conoscenza di Ella Adaïewsky a quella che poi si è rivelata essere solo la punta di un incredibile iceberg. La riscoperta in Italia è iniziata nei primi anni di questo secolo dall’esecuzione delle sue musiche ad opera di Andrea Rucli, materiali preziosi che il compositore e studioso udinese Piero Pezzé aveva raccolto alla fine degli anni Settanta. La ricerca si è progressivamente allargata alla ricostruzione della sua multiforme attività di scrittrice e studiosa. Cruciale è stato il rinvenimento nel 2009 di “Un vojage a Résia”, un diario/trattato derivato della ricerca sulla musica e la danza resiane compiuta nel 1883, un lavoro di stupefacente ampiezza e profondità, che ha di fatto mutato certezze storiche consolidate, anticipando di decenni concetti fondamentali e metodi della moderna etnomusicologia, che vede ora nel suo viaggio nella sperduta valle friulana il suo nuovo momento fondativo. Liszt fu un suo sostenitore, battendosi per la rappresentazione di una sua opera lirica a Budapest, una prima che tuttavia non si realizzò mai, né nella capitale ungherese né a Vienna o a Pietroburgo, boicottata a vari livelli. Tra gli incontri più spiacevoli invece, sempre nella cerchia lisztiana, quello con Hans von Bülow, che non la prese neppure in considerazione come musicista in quanto donna, confessandole apertamente tutta la sua misoginia. L’appassionata ed appassionante opera di ricostruzione e rivalutazione portata avanti attraverso convegni, concerti, pubblicazioni dall’Associazione Sergio Gaggia, sostenuta dalla Regione e da enti locali del FVG, ha progressivamente coinvolto storici, linguisti, musicologi, etnomusicologi, editando gli atti di tre convegni e pubblicando tre volumi per la Libreria Musicale Italiana (LIM) e due CD. Essa oggi ci restituisce la stupefacente personalità di un’instancabile viaggiatrice della musica, e la sua precorritrice e audace visione unitaria della musica di ogni luogo e tempo.
(Umberto Berti)
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