
Tre come tre secoli di musica, tre autori, tre timbri, tre interpreti. Un unico viaggio intimo e affascinante che lega la fiaba romantica alla creazione contemporanea.
MDI ENSEMBLE
Paolo Casiraghi clarinetto
Paolo Fumagalli viola
Luca Ieracitano pianoforte
Cent’anni fa nasceva György Kurtág, una delle figure più solitarie, rigorose e poetiche della musica contemporanea. A lui dedichiamo questo evento dove un unico, sottile filo invisibile attraversa tre secoli di musica in un programma che annulla le distanze temporali per trasformare la sala da concerto in una stanza di specchi.
Il percorso prende le mosse dal Romanticismo con le Märchenerzählungen op. 132 di Robert Schumann, composte nel 1853. Nonostante il titolo evocativo (“Racconti delle fate”), non c’è una trama da seguire né un intento descrittivo. La fiaba schumanniana è piuttosto una dimensione dell’anima. I quattro movimenti si snodano come frammenti di un diario intimo, muovendosi tra la nostalgia del primo brano, l’umorismo marziale del secondo, la lirica contemplazione del terzo e l’energia slanciata del finale.
È proprio questa natura aforistica, sospesa e sognante ad affascinare György Kurtág, che nel 1990 risponde a Schumann a più di un secolo di distanza con la sua Hommage à R. Sch. op. 15d.
Kurtág riprende il medesimo organico, ma ne proietta la sensibilità nel Novecento attraverso una serie di miniature folgoranti. Qui la musica è ridotta all’essenziale, i silenzi diventano parte integrante della partitura e i titoli richiamano la poetica schumanniana e la figura fantastica del Kapellmeister Kreisler. Kurtág non cita direttamente Schumann, ma ne evoca lo spirito.
Il cerchio si chiude con l’Hommage à Gy.K. di Marco Stroppa. Allievo e profondo conoscitore del maestro ungherese, Stroppa compie un’operazione di “omaggio all’omaggio”, raccogliendo il testimone di una ricerca sonora raffinatissima. Se in Schumann prevale la melodia e in Kurtág la concentrazione del frammento, Stroppa scava all’interno del suono stesso: esplora le risonanze, le sfumature timbriche e la percezione dello spazio.
Dalla fiaba romantica alla sua scomposizione aforistica, fino alla risonanza contemporanea, un unico viaggio dedicato alla memoria del grande György Kurtág.
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